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Sex and Naples Intervista a Mister Fox

Direttamente dagli States arriva a Napoli l’attore salernitano Yari Gugliucci. Elegante in mise “Mister Fox”, ci parla della sua prima fatica letteraria “Billy Sacramento” (MgcEdizioni): una lente di ingrandimento su uomini e donne di oggi, su giovani alla ricerca affannosa di un loro ideale, ma privi di ancore a cui aggrapparsi quando cala la notte…

Uomini e donne sempre più in bilico tra odio e amore, come mai? «Perché è la lotta delle disuguaglianze: le donne sono state troppo offese in questi secoli dall’arroganza maschile e gli uomini hanno fallito troppi appuntamenti per far finta di niente…è guerra ormai!».

“Sesso come analgesico”: un modo per fuggire dalla realtà? «Sicuramente un antidolorifico, un antistress partito dai “figli dei fiori”, da uno slogan “fate l’amore e non fate la guerra”; dalla mitologia greca, in quel calderone dannunziano che non trova ancora risposte. Un incontro mortale che lascia l’effimero ma che trova consenso nel gioco delle parti».
Hanno definito “Billy Sacramento” come “una parabola della solitudine giovanile”, perché? «Perchè credo sia lo specchio di quell’identità giovanile naufragata di questi anni. Cominciano con arroganza, sono convinti che nel bosco si possa andare senza punti di riferimento, salire in barca senza mappe geografiche, poi però arriva la notte. E se non hai scelto una guida non torni più indietro. Sacramento parte per partire, per colmare un vuoto ma poi torna a casa ridimensionato. Bernard Shaw diceva: “a vent’anni tutti incendiari, a cinquanta tutti pompieri”».

Le ragazze “Fuck totum”: trappola o svago? «In entrambi i casi c’è un minimo di autolesionismo, di “scrivania ingarbugliata” delle proprie idee, ma è il richiamo della foresta… il richiamo antico…».
Il mondo è ossessionato dallo “Zoo Facebook”. Quali le conseguenze?
«La parola Zoo non è casuale: “Noi i ragazzi dello Zoo di Berlino” (Christiane F.), raccontava la trappola dell’eroina; Facebook racconta, invece, ai nostri figli, la trappola della solitudine e il disagio esistenziale di oggi. Conseguenze? Il tg delle 20…ed i quotidiani, che ci ritraggono come
in un racconto di Agatha Christie.
L’ipocrisia della nostra anima».
A volte “c’è bisogno di una sorsata di alcool per far venire fuori il vero se stesso”?
«Io bevo, ma a voi non so cosa serve quando cala la notte…».

a cura di Mariagrazia  Poggiagliolmi
Giornale di Napoli (Il Roma)